Le meraviglie di Maria #9

  #9

San Paolo:

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo che tintinna.

Maria Vergine è un giglio cresciuto tra le affilate spine del mondo, spine che noi peccatori conosciamo, ma che lei non conosce; spine le quali noi ci affatichiamo, ma che in lei non trovano resistenza. In effetti le spine dei nostri peccati affliggono il Suo cuore, ma noi con la preghiera possiamo strapparne le più infami, aiutare chi può curarne le piaghe e così renderci meritevoli - o meno indegni, comunque... - della Sua potente influenza verso il Figlio di Dio: Gesù. 

Le spine dei peccati in lei affliggono e fanno desistere, ma come potremmo noi semplici uomini spostare l'ago della divina giustizia a salvezza delle anime? Con la meditazione dei dolori del Figlio di questa grande Signora, Sorella e Avvocata nostra. Infatti, se il peccato è come una piaga, la preghiera ne è un balsamo; se il pungiglione del peccato è la morte allora la Vita ha tutte quelle belle cose che la esprimono, compiutamente: La misericordia e la giustizia; il diritto e la pietà.

Così noi che amiamo la Stella del Mare abbiamo presso il purgatorio una speranza tanto lieve che ci permette di dire: Fiat secundus verbum tuus.
Così che noi carmelitani amiamo una così grande Regina e Sorella e Madre, avremo molto da sperare ed un compito questo importante. La speranza e la preghiera con la pietà e la fede sono in grado di rallegrare tutto il cielo, ma prima fra tutte queste cose v'è la Carità. 


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